//Digital Transformation nell’Arte: Edutainment e Customer Engagement

Digital Transformation nell’Arte: Edutainment e Customer Engagement

By |2019-09-06T19:16:12+00:00Maggio 8th, 2017|Vidiemme|

Uno basato sulla fisicità delle opere d’arte, ben visibili e “toccabili con mano”, l’altro incentrato sulla virtualità e sull’astrazione, un mondo quasi irreale e smaterializzato. Eppure queste due realtà hanno molti punti di contatto che, se studiati, capiti e coltivati, possono portare al raggiungimento di risultati mai visti prima nell’ambito artistico e della fruizione del patrimonio culturale.

La tecnologia infatti può essere un vero e proprio supporto per l’arte e per la sua fruizione, mettendo in luce aspetti che rischierebbero di non essere valorizzati, accompagnando la componente didattica a quella ludica e garantendo accessibilità anche a persone che altrimenti riscontrerebbero limiti e problematiche di varia natura.

Tuttavia scegliere la tecnologia e il device adatto ad ogni occasione non è facile e richiede una grande capacità critica, oltre che una vasta conoscenza di entrambi i campi.

Vediamo come le principali tecnologie presenti oggi sul mercato possono venire in aiuto di musei, enti e visitatori per regalare una customer experience unica.

Arte & Realtà Aumentata

La Realtà Aumentata fa parte delle tecnologie che permettono a mostre, eventi e musei di offrire nuovi modi di fruizione e coinvolgimento per i visitatori, che non dovranno più ricorrere all’immaginazione per capire come camminasse un dinosauro o che aspetto avesse in origine una statua o un edificio di 2000 anni fa.

Con l’aiuto di un device, che spaziano da wearable di vario genere a semplici tablet, è infatti possibile visualizzare elementi virtuali che si vanno a sovrapporre alla realtà e rendono unica l’esperienza.

La Realtà Aumentata offre il vantaggio di supportare la fruizione dell’utente, senza ingombrare e mettere in secondo piano la realtà e quindi il bene culturale esposto.

Se l’utente si trova infatti in un museo e sta osservando un quadro, potrebbe idealmente ottenere informazioni aggiuntive circa il dipinto senza dover distogliere lo sguardo da esso e senza che la fruizione ne venga in qualche modo disturbata. Anzi, il risultato è propriamente opposto: la AR permette un rafforzamento del potere comunicativo delle opere d’arte, andandole a valorizzare e lasciandole sempre in primo piano.

Oltre che a garantire un’esperienza diversa e innovativa al visitatore, questo tipo di tecnologia favorisce l’inclusione di persone che, in condizioni normali si troverebbero limitate o addirittura impossibilitate nella visita. Un caso specifico sono per esempio le persone audiolese. In Italia i sordi sono circa 60 mila ma ben il 10% della popolazione soffre di disturbi all’udito che incidono negativamente, in modo significativo, su molti aspetti della vita quotidiana.

La LIS, o Lingua Italiana dei Segni, costituisce per la maggior parte dei sordi la prima lingua, mentre l’italiano rappresenta la seconda, e non è compresa da tutti.

Vidiemme, in collaborazione con il Museo Egizio di Torino, ha sviluppato una soluzione, Google Glass 4LIS,  che permette alle persone audiolese di poter visualizzare la spiegazione di alcune opere in LIS grazie al supporto della Realtà Aumentata. La spiegazione appare al visitatore in modo automatico in prossimità dell’opera e non ingombra il campo visivo, andando ad occupare solo una minima parte di esso e lasciandolo libero per poter godere dell’opera in questione.

La Realtà Aumentata può anche fungere da semplice strumento di supporto alla visita, per renderla più divertente e inusuale. Vidiemme ha sviluppato un’applicazione parte del progetto OKVenice! che consente all’utente di prendere parte a un tour interattivo in una delle più famose calli di Venezia lungo un percorso a 6 tappe, per ognuna delle quali è possibile interagire in modalità ludica, simile ad una caccia al tesoro, con gli edifici e le opere d’arte per riscoprirne il valore storico.

Concettualmente è lo stesso percorso che il visitatore potrebbe svolgere con una cartina in mano, ma in questo caso il visitatore viene guidato per i vicoli veneziani da una mappa interattiva, senza dover distogliere lo sguardo dall’ambiente circostante. Una fruizione di questo tipo accompagna la sfera didattica della visita, fornendo un servizio e al contempo un’esperienza di gioco e andando a rendere l’arte interattiva e divertente.

Arte & Realtà Virtuale

La Realtà Virtuale prevede la completa simulazione di un ambiente reale in cui l’utente viene immerso in modo totale, perdendo ogni riferimento e contatto con la realtà.

L’obiettivo è proprio quello di isolare e trasportare l’utente altrove, facendogli vivere un’esperienza immersiva.

In questa tipologia di progetti lo scopo non è tanto quello di porre la tecnologia a supporto dell’arte nel momento preciso della fruizione, ma l’obiettivo è quello di ricreare ambienti e mondi paralleli, fuibili ovunque e in ogni momento.

Gli esempi in questo ambito sono davvero molti in quanto, per un appassionato di arte, è davvero suggestivo il non limitarsi a osservare un dipinto, ma trovarsi totalmente immersi al suo interno. Un esempio suggestivo è il Museo Dalì di St. Petersburg che ha creato un’app che permette di viaggiare all’interno dell’opera Reminiscenza archeologica dell’Angelus di Millet. Attraverso la tecnologia e, in particolare, attraverso la Realtà Virtuale, l’utente può immergersi nelle raffigurazioni di Dalì, volando attorno a queste due figure mastodontiche per poterle vedere in tre dimensioni, da più angolazioni anziché dalla sola rappresentata nell’opera.

Vidiemme ha colto l’occasione per cimentarsi nella Digital Transormation nell’Arte, creando un’esperienza di fruizione a distanza di un intero museo, non limitata a un singolo dipinto, ma coinvolgendone diversi. Il progetto si chiama Journey Through The Art ed è una demo che vuole essere un concept esplicativo delle potenzialità che la Realtà Virtuale può avere nel mondo dei beni culturali per regalare un’esperienza di fruizione alternativa.

L’app è composta da una serie di ambientazioni in Realtà Virtuale che portano l’utente ad un contatto diretto con l’arte e con dipinti famosi. Le interazioni possono essere di vario genere, da quadri che prendono vita in un vortice di luci e colori, a quadri che si trasformano in mini video, narrando la storia immaginata dietro il dipinto. Questo binomio va a sposare la visita con un’interazione ludica, rendendo l’arte non solo accessibile a tutti e fruibile anche a distanza grazie all’ausilio della tecnologia, ma anche un gioco che rende le opere d’arte interattive, facilitando il coinvolgimento di un target più giovane grazie a logiche di edutainment, che rendono la fruizione più divertente e dinamica.

Arte & Chatbot

Se le due tecnologie citate in precedenza servono a dare un supporto alla fruizione delle opere d’arte, la tecnologia può intervenire anche in altre fasi della Customer Experience, andando ad aiutare e accompagnare il visitatore.

I Chatbot, tecnologia oggi in grande ascesa sul mercato e sempre più utilizzata dai Brand, possono essere di grande aiuto per i musei e le istituzioni culturali.

Un Chatbot è un programma designato per simulare conversazioni con umani ed è in grado di rispondere a una serie di domande, potendo quindi fornire informazioni e supporto 24/7. Questa continua disponibilità e reperibilità dei Bot è l’aspetto che li rende unici e spinge il mercato odierno ad adottare sempre più questa tecnologia.

Lo scopo infatti è quello di ridurre i tempi di attesa e del cliente, sia durante la Customer Journey che in caso di Customer Service.

Sarà infatti tramite i Chatbot che verranno fornite risposte circa gli orari di apertura e chiusura di un museo o circa la disponibilità temporale di una mostra.

Numerosi sono i passi ancora da compiere in questo settore e con questo binomio che, nonostante le caratteristiche solo apparentemente antitetiche, può essere estremamente vincente sia in termini di business e di offerta, che in termini di target coinvolto.

L’inclusione della tecnologia e la messa in luce di un aspetto più ludico del panorama permette di rivolgersi ad un target più giovane, permettendo di innovare il settore artistico culturale e andando a coinvolgere i visitatori di domani.

 

Sources: Vidiemme, Visual Hunt