Migliorare l’accessibilità grazie all’Intelligenza Artificiale

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Migliorare l’accessibilità grazie all’Intelligenza Artificiale

By | 2018-10-15T12:15:12+00:00 ottobre 15th, 2018|Categories: Chatbot & AI|Tags: , , |

Sin da quando Internet è nato, cambiando completamente la quotidianità delle persone, si è iniziato a parlare di accessibilità.

L’evoluzione tecnologica, infatti, non può considerarsi realmente tale se porta ad escludere una grossa parte di popolazione da questo processo. È dunque necessario studiare soluzioni che oltre ad essere innovative siano anche accessibili.

In questa direzione si stanno muovendo grandi aziende tech, come Microsoft che ha realizzato un Xbox Adaptive Controller per permettere anche a persone con ridotta o limitata mobilità di poter giocare con la sua console.

Rendere accessibile la tecnologia a chiunque, però, non vuol dire semplicemente pensare ad un supporto fisico altenativo ma anche ad un’interazione completamente diversa.

A tal scopo sempre Microsoft, sfruttando i dati raccolti attraverso l’Intelligenza Artificiale e con un investimento di ben 25 milioni di dollari, ha deciso di sviluppare i progetti tecnologici futuri tenendo conto dell’interazione dei pazienti con problemi di accessibilità.

Gestire la casa con la voce

Una nuova interfaccia che sicuramente presenta tutto il potenziale per rendere accessibile l’innovazione tecnologica ad un maggior numero di persone, in modo particolare con problemi motori e visivi, è senza ombra di dubbio il Voice.

La diffusione di Assistenti Virtuali Vocali integrati con i sistemi di domotica consente ad esempio di gestire diversi aspetti della propria abitazione, come le luci o il riscaldamento, semplicemente parlando.

Guidare senza problemi

Le auto a guida autonoma diventeranno presto realtà. Anche il settore dell’automotive è infatti impattato dalle soluzioni di AI che, non solo aumentano la sicurezza del guidatore, ma  addirittura consentono di guidare a quelle persone che non possono vedere o hanno problemi motori.

Questo si traduce ovviamente in un aumento della propria indipendenza ed autonomia, fondamentale per il benessere di ogni individuo.

La creazione automatica di sottotitoli

Anche per le persone non udenti l’AI sta creando soluzioni davvero interessanti.

La divisione DeepMind di Google, ad esempio, la sta utilizzando per generare automaticamente sottotitoli per gli utenti audiolesi, permettendo così a chiunque di poter vedere in diretta un programma televisivo.

Questo è stato possibile facendo monitorare all’algoritmo più di 5 mila ore di televisione che sono servite per aiutarlo ad analizzare e individuare quasi 18 mila parole, riuscendo a tradurre numerose clip con successo e con un basso numero di errori.

Il riconoscimento di immagini

Così come l’AI è in grado di riconoscere una parola, allo stesso tempo riesce ad interpretare una specifica immagine e scriverne una didascalia.

Questa funzionalità è davvero importante per le persone non vedenti: nei siti Internet, infatti, non sempre viene inserito una descrizione pertinente quando viene caricata una foto. Questo non permette purtroppo una fruizione completa di una pagina web anche ad un utente che ha problemi visivi.

La creazione di un abstract

Un limite per le persone con problemi cognitivi o di dislessia può essere quello di non riuscire a leggere o a comprendere un testo se troppo lungo o complesso.

Anche in questo caso, l’Intelligenza Artificiale va incontro a questa utenza riuscendo a sintetizzare un lungo paragrafo o articolo in poche righe, così da facilitare l’accesso alle informazioni ad un maggior numero di persone.


Il cammino intrapreso dalle varie Aziende citate è sicuramente anche in linea con quello di Vidiemme che sta investendo nel Voice non solo in quanto le Interfacce Conversazionali sono il futuro dell’evoluzione tecnologica, ma anche perché attraverso l’interazione vocale è possibile rendere accessibile la tecnologia ad un maggior numero di persone, come dimostrato con lo sviluppo della Google Action LeggoXTe realizzata per Takeda Italia.

 

 

Sources: VentureBeat, 123RF

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