Le Interfacce Conversazionali in ambito artistico-culturale

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Le Interfacce Conversazionali in ambito artistico-culturale

By | 2018-04-04T17:27:24+00:00 aprile 3rd, 2018|Categories: Chatbot & AI|Tags: , , |

La rivoluzione digitale che è in corso sta colpendo numerosi settori mettendo a disposizione nuove modalità di interazione e comunicazione con il proprio target di riferimento.

Le realtà museali sono anch’esse soggette a questa trasformazione, in cui il digitale deve essere visto come uno strumento di supporto e potenziamento per il raggiungimento dei propri obiettivi. Oggi in nessun settore è più possibile pensare ad una strategia che non si avvalga della componente digitale.

Ultimamente quando si parla di tecnologia ricorre spesso il concetto di Interfaccia Conversazionale, ovvero un software con cui l’utente può interagire in modo veloce e naturale, sia tramite messaggi testuali che vocalmente.

Questa soluzione permette di offrire un servizio affidabile e puntuale, garantendo l’accesso alle informazioni richieste in qualsiasi momento e al contempo sgravando gli operatori addetti alla Customer Care da un lavoro molto spesso ripetitivo e poco stimolante.

L’attuale situazione digitale delle Istituzioni artistico-culturali

Secondo recenti indagini, dopo il sito web lo strumento di comunicazione più utilizzato dalle Istituzioni artistico-culturali è la pagina social su Facebook.

Grazie a questa, il museo può finalmente avere una comunicazione bidirezionale con la sua utenza, che interagisce grazie a commenti e like. Si tratta di un nuovo touch point importante da sfruttare per poter creare, grazie anche all’utilizzo di un CRM (acronimo di Customer Relationship Management, con cui si indica un software per la gestione dei propri utenti), una profilazione precisa delle persone potenzialmente interessate.

La raccolta, analisi e interpretazione di questi dati è fondamentale per poter poi costruire una strategia e comunicazione in grado di dare un valore aggiunto al museo e attrarre così più visitatori.

È all’interno di questo Social Network che è possibile implementare la soluzione delle Interfacce Conversazionali, anche più comunemente conosciute con il nome di Chatbot.

 

 

Quali vantaggi per il museo?

Per l’Istituzione artistico-culturale l’implementazione di questa soluzione si traduce in una serie di vantaggi davvero importanti per migliorare numerosi processi e la propria strategia:

  • Si sgrava una risorsa, ovvero il Social Media Manager, dalla necessità rispondere a domande frequenti fatte dagli utenti su Facebook (ad esempio se vi è parcheggio; quanto prima della chiusura è possibile comprare i biglietti);
  • Sgravato di attività ripetitive ma dal basso valore aggiunto, il Social Media Manager può focalizzare il suo tempo ed energie per analizzare le interazioni tra gli utenti e l’Interfaccia Conversazionale ed ottenere così maggiori informazioni sul proprio target, acquisendo allo stesso tempo dati importanti su quelle che sono le domande ed info più richieste;
  • I risultati di quest’analisi possono poi essere utilizzati per migliorare la comunicazione sul proprio Se ad esempio ricorre spesso la domanda in merito agli orari di apertura o alla disponibilità di un parcheggio, probabilmente è indice del fatto che per gli utenti è difficile reperire quest’informazione sulla pagina web;
  • È possibile incrementare la Lead Generation, capendo quali persone possano essere potenzialmente interessate e andarle ad ingaggiare con comunicazioni personalizzate;
  • Grazie ai dati raccolti, inoltre, è possibile creare dei percorsi di visita ottimizzati sulla tipologia di target individuato, rendendo così l’esperienza ancora più unica;

Quali vantaggi per l’utente?

Essendo disponibile ad ogni ora di ogni giorno, il Chatbot è in grado di fornire risposte all’utente quando ne ha bisogno, senza creare tempi di attesa che, se troppo lunghi, contribuiscono a generare un’immagine negativa dell’Istituzione artistico-culturale.

Grazie all’Interfaccia Conversazionale l’utente può essere accompagnato durante tutta la sua User Journey con modalità differenti di ingaggio e interazione:

  • Tour Operator: un aiuto nella fase di pianificazione, che offre informazioni all’utente ancora incerto su cosa visitare. In base ad alcune informazioni, come ad esempio il tempo a disposizione, la presenza di bambini e tipologia di trasporto utilizzata, l’Assistente Virtuale può proporre la migliore soluzione per la visita;
  • Info Point: una volta che l’utente ha deciso cosa visitare, il Chatbot è in grado di fornire informazioni relative sia al Museo che ai punti culturali vicini e potenzialmente interessanti, rispondendo a quelle che sono solitamente le Frequent Asked Question;
  • Guida: durante la visita l’utente riceve informazioni su quanto sta osservando, proprio come se stesse utilizzando una audioguida, con il vantaggio che lo fruisce su un suo dispositivo, e costruisce un percorso personalizzato con quelli che sono i suoi interessi;
  • Survey: finita la visita, grazie al Chatbot è possibile raccogliere il feedback dell’utente con una modalità interattiva, anche soggetta alle logiche della gamification. I dati raccolti saranno fondamentali per poter migliorare il percorso espositivo.

Se da una parte l’Interfaccia Vocale permette azioni di education, engagement e gamification, dall’altra è anche uno strumento di inclusione sociale, consentendo ad esempio a persone audiolese di poter utilizzare comunque una guida interattiva e a quelle disabili di ottenere subito informazioni in merito alla possibilità di percorso con dispositivi ausiliari.

Perché Vidiemme?

Da alcuni anni Vidiemme lavora per sviluppare soluzioni che possano permette tramite la tecnologia una riscoperta del patrimonio culturale italiano.

Dai primi progetti basati su soluzioni di Realtà Aumentata e Virtuale, capaci di rendere l’esperienza interattiva e ludica, adesso il focus è appunto sulle Interfacce Conversazionali che vengono sviluppate internamente grazie a getAI!, la Business Unit dedicata a questa nuova tecnologia e all’Intelligenza Artificiale.

Non necessitando di un nuovo canale né di competenze interne, i Chatbot rappresentano la soluzione ideale per i problemi più comuni dei Musei, permettendogli non solo di risolverli ma nel tempo anche di andare a costruire ed arricchire il proprio CRM, con il vantaggio poi di poter costruire una strategia e una comunicazione in grado di colpire e coinvolgere il giusto target.

Scopri di più sull’esperienza di Vidiemme in campo Artistico Culturale:

Se sei interessato ad avere maggiori informazioni su questa soluzione, contattaci!

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