Intelligenza Artificiale: una soluzione per la carenza di medici?

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Intelligenza Artificiale: una soluzione per la carenza di medici?

By | 2018-09-25T16:26:45+00:00 settembre 25th, 2018|Categories: Chatbot & AI, Pharma & Healthcare|Tags: , , , |

In un sistema come quello sanitario sempre più in crisi a causa della carenza di medici, l’avvento di nuove soluzioni tecnologiche, tra cui quelle di Intelligenza Artificiale, risulta essere più che mai di primaria importanza e utilità per far fronte a questo deficit.

Si stima infatti che ammonta a circa 17.4 milioni il numero di personale sanitario mancante a livello globale.

Un trend negativo, peggiorato dal fatto che in quasi tutti i Paesi, soprattutto quelli Occidentali, l’allungamento della speranza di vita implica un invecchiamento della popolazione.

Se si considera che 8 persone su 10 tra gli over 65 segue una terapia e fa una visita medica almeno due volte all’anno, si capisce come la carenza di medici e personale sanitario rappresenti un problema che non può più essere sottovalutato. All’interno di questa crisi giocano un ruolo negativo anche le malattie croniche, che hanno subito un netto aumento negli ultimi decenni.

Un problema che anche l’Europa stessa dovrà affrontare: già nel 2020, infatti, nel nostro continente mancheranno ben 1 milione di professionisti in questo settore.

Personalizzazione delle cure

Numerose applicazioni hanno ormai dimostrato come gli algoritmi predittivi possano aiutare notevolmente i clinici nell’individuare più velocemente sia il tipo di patologia che la migliore terapia da seguire, facendo sì che sia personalizzata sulle esigenze e caratteristiche di ciascun paziente.

L’aiuto del Voice e gli alert

La tecnologia, inoltre, permette al personale sanitario di non svolgere una serie di compiti ripetitivi e time consuming. Grazie a soluzioni Voice, ad esempio, il clinico o infermiere possono velocemente aggiungere dati alla cartella clinica, semplicemente parlando con il touchpoint utilizzato. Così facendo questi dati non solo vengono registrati automaticamente in maniera veloce ma permettono anche di inviare immediatamente un alert al medico o al caregiver qualora vi siano delle potenziali problematiche.

Un feedback diretto dal paziente

Anche le soluzioni dedicate ai pazienti permettono l’invio di alert al clinico che, invece di passare ore al telefono per raccogliere informazioni sull’andamento della terapia, riceve direttamente una notifica qualora vi siano delle potenziali criticità o qualora il paziente abbia smesso o si sia dimenticato di assumere un farmaco.

AI per gli esami diagnostici

L’Intelligenza Artificiale è molto utilizzata per supportare i tecnici che effettuano radiografie, ecografie, TAC e in generale esami diagnostici non invasivi.

Grazie al Machine Learning,la macchina è in grado di riconoscere molto più velocemente se vi siano eventuali elementi che possano far pensare ad una patologia.

È quindi un aiuto all’operatore che effettua l’esame ma che non si sostituisce alle sue competenze e conoscenze: la macchina, infatti, è in grado di riconoscere eventuali anomalie ma, se non sa cosa sta cercando, non potrà mai classificarle all’interno di una specifica patologia. Questo compito è ancora affidato ai clinici.

Nel caso ad esempio dell’Alzheimer, l’AI è in grado di individuare leggeri variazioni cerebrali in pazienti che ancora non presentano la patologia, diagnosi che risulta impossibile all’uomo, allo stesso tempo però è sempre il clinico a dare l’input alla macchina per cercare se siano presenti questi valori.


Dunque, può l’Intelligenza Artificiale essere la soluzione per la carenza di medici? Come abbiamo visto la tecnologia non costituisce da sole la soluzione.

Il personale medico, infatti, non potrà mai essere sostituito completamente e il suo ruolo è fondamentale soprattutto per la possibilità di creare una relazione umana ed empatica con il paziente.

Sarà dunque fondamentale che i Governi dei singoli Paesi intraprendino tutte le azioni necessarie per rendere più accessibile lo studio di questa disciplina. Un esempio viene da Singapore che oltre ad aver alzato il numero di posti nelle facoltà di Medicina, ha anche studiato un piano di incentivi, fatto di borse di studio e premi, per gli studenti che finiranno il percorso formativo e decideranno poi di lavorare negli ospedali pubblici per almeno 3 anni.

Nel frattempo grazie all’AI e alle altre soluzioni tecnologiche è possibile cercare di arginare il problema.

 

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